Bopoluchi

Una storia indiana - Traduzione personale

Un giorno un gruppo di giovani fanciulle stava portando acqua al villaggio e chiacchierando, ognuna fantasticava sul proprio matrimonio, su quando e come si sarebbe svolto.
Una disse: “Mio zio arriverà con tutti i doni di nozze, indosserò un abito di broccato e mi sposerò in un bellissimo palazzo.”
Un'altra disse: “Mio zio arriverà presto con un cammello carico di dolci!”
La terza esclamò: “Oh, mio zio sarà qui in un batter d'occhio con una carrozza dorata piena di gioielli!”

Bopoluchi era la più bella di tutte ed aveva lo sguardo triste. Era orfana e nessuno si sarebbe occupato della sua dote o di combinare il suo matrimonio ma, per non essere da meno delle altre disse: “E mio zio mi porterà vestiti, dolci e gioielli su vassoi d'oro!”
Queste parole furono udite da un ladro che sedeva vicino al pozzo, travestito da venditore ambulante di profumi. Guardò la ragazza e fu così colpito dalla sua bellezza e dal suo spirito che decise che voleva sposarla.
L'indomani, si presentò alla capanna di Bopoluchi travestito da ricco contadino, portando ceste piene di stoffe di seta, dolci e gioielli: tutte cose che aveva rubato e messe via.

Bopoluchi non poteva credere ai propri occhi, tutto era proprio come aveva sognato!

Il ladro le raccontò di essere il fratello perduto da tempo di suo padre e di essere venuto a disporre per il matrimonio della nipote con uno dei suoi figli.
La ragazza non poteva credere alle proprie orecchie, ma ci credette, ed era estasiata. Impacchettò le sue poche cose e andò via con lui. Avevano appena imboccato la strada, quando un corvo da un albero gracchiò:

“Bopoluchi, attenta, senti il pericolo nell'aria! Non c'è nessuno zio che ti sta aiutando, ma solo un ladro che ti sta ingannando!”

“Zio,” chiese la ragazza, “perché quel corvo gracchia in modo così buffo? Cosa sta dicendo?” “Nulla,” rispose il ladro, “in questo paese tutti i corvi gracchiano così.” Appena un po' più avanti incontrarono un pavone, che appena vide la ragazza cominciò a gridare:

“Bopoluchi, attenta, senti il pericolo nell'aria! Non c'è nessuno zio che ti sta aiutando, ma solo un ladro che ti sta ingannando!”

“Zio,” chiese la ragazza, “perché il pavone grida in modo così buffo? Cosa sta dicendo?” “Nulla,” rispose il ladro, “in questo paese tutti i pavoni gridano così.”
Poi un sciacallo sgattaiolò attraverso la strada e cominciò ad ululare:

“Bopoluchi, attenta, senti il pericolo nell'aria! Non c'è nessuno zio che ti sta aiutando, ma solo un ladro che ti sta ingannando!”

“Zio,” chiese la ragazza, “perché lo sciacallo ulula in modo così buffo? Cosa sta dicendo?” “Nulla,” rispose il ladro, “in questo paese tutti gli sciacalli ululano così.”

Viaggiarono per molte miglia finché raggiunsero la casa del ladro. Una volta dentro, egli chiuse a chiave la porta e le rivelò chi era e che voleva sposarla. Bopoluchi pianse e gemette, ma il ladro spietato la lasciò in custodia di quella vecchia strega di sua madre e uscì a fare i preparativi per la festa di nozze.

Dovete sapere che Bopoluchi aveva dei bellissimi capelli lunghi fin quasi alle caviglie mentre la madre del ladro era così vecchia che non aveva più neanche un capello in testa. “Figliola” disse la vecchia strega mentre tirava fuori la veste nuziale “come hai fatto ad avere dei capelli così belli?” “Mia madre aveva un segreto per farli crescere: mi pestava la testa nel grande mortaio per mondare il riso. Ad ogni colpo del pestello, i miei capelli crescevano sempre di più. E' un sistema che non fallisce mai.”
“Forse funzionerà anche per me e farà ricrescere anche i miei capelli”disse la vecchia che aveva sempre voluto i capelli lunghi e non li aveva mai avuti. “Forse. Perché non proviamo?” rispose Bopoluchi. La vecchia mise la testa nel mortaio e Bopoluchi pestò con tale forza che la donna morì.
La ragazza allora la rivestì con l'abito di nozze scarlatto, l'accomodò sulla sedia nuziale, le sistemò il velo sul viso e le mise davanti il filatoio a mano, così che quando il ladro fosse tornato a casa, avrebbe probabilmente pensato che quella era la sua sposa, poi indossò i vestiti della vecchia, prese le sue poche cose ed uscì il più rapidamente possibile dalla casa.

Mentre si allontanava, vide il ladro che si affrettava verso casa: aveva rubato una macina per macinare il grano per la festa. Ebbe timore che la riconoscesse, ma non accadde e Bopoluchi arrivò sana e salva a casa sua.

Quando il ladro ritornò a casa e vide la figura con il vestito di nozze che sedeva sulla sedia nuziale, pensò che fosse Bopoluchi. La chiamò per aiutarlo con la macina, ma lei non rispose. La chiamò di nuovo, ma lei ancora non rispose. Dopo aver chiamato ancora si arrabbiò e le lancio la macina sulla testa. La figura cadde riversa e quando egli si avvicinò, vide che non era Bopoluchi ma la sua vecchia madre! Il ladro pianse e pianse con alte grida, battendosi il petto perché pensava di aver ucciso la propria madre.
Presto però gli fu chiaro che Bopoluchi non era più li ma era fuggita. Furioso dalla rabbia uscì a cercarla deciso a riportarla indietro, dovunque fosse.

Bopoluchi, arrivata a casa, sapeva che il ladro sarebbe venuto a cercarla. Supplicò i vicini che le permettessero di dormire ogni notte in una casa diversa, lasciando il suo piccolo letto vuoto, ma presto il numero degli amici che potevano ospitarla finì, così decise coraggiosamente di affrontare il pericolo e tornò a dormire nel proprio letto con un pugnale affilato a portata di mano.

Nel bel mezzo della notte, quattro uomini strisciarono dentro casa, ciascuno afferrò una gamba del letto, lo sollevarono e lo portarono via. Il ladro aveva tenuto per sé la gamba del letto dietro la sua testa. Bopoluchi era sveglia e all'erta, ma si finse profondamente addormentata finché giunsero ad un luogo deserto e i ladri ebbero abbassato la guardia, poi afferrò il pugnale e in un lampo tagliò la testa ai due figuri ai piedi del letto quindi si voltò rapidamente e tagliò la testa al terzo, ma il ladro scappò dalla paura e si arrampicò come un gatto selvatico su un albero vicino prima che lei potesse raggiungerlo.

Bopoluchi gli gridò brandendo il suo pugnale: "Scendi, se sei un uomo, e combatti!" Ma il ladro non scese. Allora Bopoluchi raggruppò tutta la legna che poté trovare, l'accatastò attorno all'albero, e l'incendiò. L'albero prese fuoco ed il ladro, soffocato dal fumo, tentò di saltar giù ma si ruppe l'osso del collo.

In seguito, Bopoluchi andò alla casa del ladro e portò via tutto l'oro, l'argento, i gioielli e i vestiti che vi erano nascosti e li portò a casa, al suo villaggio, su vassoi d'argento e d'oro, con cammelli ed asini.
Ora era così ricca che avrebbe potuto sposare chiunque avesse desiderato.

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