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    GIORNALI, RIVISTE & CO.

Stamattina sono uscita a fare un giro in bici e al ritorno mi sono fermata all’edicola. In bella mostra c’era Focus, non lo compro proprio sempre ma mi piace leggerlo, però era in vendita abbinato ad un'altra rivista, tutte e due belle avvolte nella plastica a soli Euro…non mi ricordo più il prezzo.
“Non c’è Focus da solo?” chiedo al giornalaio “No, però così compri due riviste quasi al prezzo di una” Ma se a me l’altra rivista non interessa? Niente, rinuncio a Focus.

Ripiego su Donna Moderna, anche se so che esce il giovedì e sarà difficile che ne sia rimasta qualche copia.
Il giornalaio letteralmente mi ride in faccia. “Ma stai scherzando? Questa settimana è andato a ruba!!”
“Scusa la mia ignoranza: come mai?”
“Era abbinato a Chi con il servizio esclusivo sulle nozze di Briatore!”
“E Chi se ne frega?”
“Ma lui è innamorato!”
“Ma Chi se ne frega?”

Insomma, non ho comprato nessun giornale e sono venuta via arrabbiatissima con le case editrici che mi vogliono costringere a comprare dei giornali che non mi interessano al modico prezzo di… e pensando ai rifiuti che aumentano giorno per giorno e al costo in alberi abbattuti della tiratura di un’insulsa rivista!!

 

  RIFIUTI IMPATTO ZERO

Oggi ho fatto la spesa e adesso sto sistemando per benino ogni cosa al suo posto.
Ho comprato le uova. Apro la fascetta di cartone e la metto da parte: apro la confezione di plastica e la metto da parte; sistemo le uova al loro posto nel frigo.
Le merendine per colazione. Apro la confezione di plastica ma le lascio nella scatolina di cartone. La metterò da parte quando saranno finite.
Le patate. Le tolgo dal sacchetto di plastica, che fa umidità, e lo metto da parte.
Alla fine, sul tavolo di cucina, mi ritrovo con un mucchietto di carta e cartone da una parte e un mucchietto di plastica e sacchetti dall'altra, pronti per finire nella raccolta differenziata.
Ma guarda qui, sembra quasi che abbia comprato più imballaggi che prodotti!

Mentre riordino, ripenso a come si faceva invece la spesa una volta, ai tempi della mia infanzia, per esempio ... e non fate gli spiritosi, non mi serve ancora la macchina del tempo per ricordarmene!

Tutti i negozi si trovavano nel quartiere e spesso noi ragazzi avevamo il compito di fare le piccole compere giornaliere, mentre aspettavamo che i genitori tornassero dal lavoro.

Mi rivedo nella fresca e odorosa bottega del fruttivendolo mentre due mani esperte stanno incartando le uova belle, grosse, con i gusci bianchi o rossi, in un foglio della Gazzetta. Poi le sistemano delicatamente nella capiente borsa della spesa fatta di strisce di pelle intrecciate che usiamo da anni, proprio sopra le patate e accanto alla lattuga umida, avvolta in una pagina di Oggi...che è più resistente all’acqua.

Dal panettiere mi faccio mettere mezzo chilo di michette nel sacchetto di tela bianco con i fiori ricamati da mia sorella e il laccetto per chiuderlo. Poi passo dal lattaio a prendere un litro di latte nella bottiglia di vetro con il sigillo in alluminio. "Mi hai portato la bottiglia, anche quella di ieri?"
Sì sì, stavolta mi sono ricordata e ho portato con me le due bottiglie ben risciacquate, perché il cartello è perentorio: Vuoto a rendere.

Arrivata a casa sistemo tutto: le patate nel cestino, il sacchetto del pane sulla credenza, uova e latte in frigorifero. A quel punto mi sono rimasti sul tavolo di cucina due fogli di giornale. Che finiscono nella stufa mentre i gusci delle uova e le bucce delle patate sono destinati al compost in giardino.

 

 

  L'ELEMOSINA

Ad immaginarlo in piedi sarà circa un metro e settanta, corporatura regolare, infradito, bermuda e maglietta, cappellino e cerchietto d'oro al lobo dell'orecchio sinistro, un'ombra di barba, ma il pizzetto sembra ben curato. Insomma, quello che si definisce "un bel ragazzo"...forse un pochino poco pulito, ma credo che anch'io sarei un pochino poco pulita se me ne stessi seduta per terra da un paio d'ore sopra la mia giacca, appoggiata al pilastro del cancello del cimitero, a tendere ai passanti un piattino verde per elemosinare qualche spicciolo.

Non credo che farà grandi affari, sono sicura che più o meno tutti avranno pensato la stessa cosa che ho pensato io: "Ragazzo mio, sei giovane, grande e grosso e apparentemente sano....trovati un lavoro!"

Poi ci ho ripensato: che anche questo sia un lavoro? In fondo è necessaria una certa specializzazione, una certa conoscenza della psicologia, per riuscire a far leva sui nostri onnipresenti sensi di colpa, per appostarsi all'uscita del supermercato con il cartello "Ho fame" nel punto in cui transitano i carrelli della spesa stracolmi, sulle porte della Chiesa sussurrando "Che Dio ti benedica" o in silenzio e con l'espressione triste al cancello del cimitero.

Non so con voi, ma con me funziona... e il prezzo dei miei sensi di colpa finisco sempre col pagarlo!

 

   PRIVACY

Non mi ricordo bene quando sia incominciato tutto (ma lo so che c’era un tempo in cui il misterioso Garante Della Privacy non esisteva) eppure in questi ultimi anni è diventata un assillo, che sembra creato apposta per complicarci la vita anche nelle più piccole cose.

Ho incominciato a interessarmi della privacy, oltre che per lavoro (e anche qui avrei qualcosa da dire sulla quantità di scartoffie e incombenze che mi sono capitate fra capo e collo ) quando si è alzato il primo polverone a causa delle telecamere di sorveglianza all’esterno degli edifici pubblici, che invece si sono rivelate tante volte utilissime a smascherare autori di crimini anche violenti.

Mi sono domandata spesso: se non sono un borseggiatore, un rapinatore, un pirata della strada, un maniaco molestatore, un terrorista….che cosa me ne importa se le telecamere di una banca mi riprendono mentre ci passo davanti ogni giorno?

Altro esempio: se mi arriva l’avviso di una raccomandata giacente, avrò pure il diritto di sapere chi è che mi interpella e così decidere se voglio andare a ritirarla alla posta? No, non posso perché sulla cartolina, per ragioni di privacy, adesso non è più indicato il nome del mittente!

Ma la notizia che mi ha fatto scattare la “ciribiriciaccola” l’ho letta oggi sul sito del corriere della sera:

“La scure della legge sulla privacy cala anche sui bollettini parrocchiali, che non possono più, come un tempo, pubblicare i nomi dei battezzati, dei ragazzi che hanno ricevuto i sacramenti, degli sposi e dei defunti.”
Infatti la legge sulla privacy vieta le pubblicazioni di dati che possano far conoscere l'appartenenza religiosa di una persona, perciò gli elenchi pubblicati sui bollettini sono ora illegali e si configurano come vero e proprio reato punibile a norma di legge.

E pensare che la prima cosa che leggo sul bollettino della mia parrocchia, è proprio l’Anagrafe Parrocchiale! Appartenere ad una Parrocchia è come far parte della stessa famiglia e apparire sul bollettino mensile è condividere, volontariamente, le proprie scelte di vita.
La ritengo una decisione squisitamente personale....perciò esigo che, quando morirò, il mio nome venga scritto sul bollettino della mia Parrocchia.

   SENZA LUCE

Da Varese News:

- Il nubifragio che ha colpito il Sud della provincia ha completamente bloccato il traffico nei dintorni di Busto Arsizio e sulla superstrada 336 per Malpensa. Sottopassi e ponti sono stati impraticabili per lungo tempo, a partire dalle 20 di questa sera, 11 agosto.Vigili del Fuoco, Polizia stradale e Anas si sono mobilitati per liberare le auto bloccate sotto l'acqua.La situazione più critica sotto il ponte della stazione di Busto, in via Tasso: quattro auto, due per lato, sono rimaste sommerse da circa 2 metri di acqua.I Vigili del Fuoco del reparto specializzato soccorso fluviale sono intervenuti con un gommone per controllare che non ci fossero persone all'interno delle auto bloccate e anche una squadra di sommozzatori proveniente da Como è stata mobilitata per sicurezza.I conducenti e i passeggeri sono però riusciti ad uscire portandosi in salvo. Solo una persona è stata portata al Pronto soccorso di Busto Arsizio colpito da lieve ipotermia. I sanitari hanno scaldato il ragazzo con delle coperte e, poco dopo, lo hanno dimesso. Il traffico in città, a partire dalle 21.30 circa, ha ricominciato a scorrere normalmente. - 

Effettivamente quello di ieri sera è stato il temporale più terribile che io ricordi: un’ora di pioggia così violenta come non l’avevo mai vista!! Quasi subito la strada è diventata un fiume, con l’acqua che strabordava sui marciapiedi. Non tanti fulmini, ma un incessante e minaccioso rombo di tuoni. 

Rassegnata all’inevitabile, ho spento computer e televisione e mi sono rannicchiata nel mio angolo preferito del divano a leggere, aspettando che passasse. Quando i tuoni si sono fatti più lontani e ha smesso di diluviare, agli angoli dei gradini si erano raccolti mucchietti di grandine portata dal vento e faceva un gran freddo, ma fra gli squarci delle nuvole si scorgevano già le stelle. Era finito!

Ho riacceso la tv (anche se non la guardo mi fa compagnia) e il pc…e subito sono piombata nel buio! Eccheccavolo succede adesso? Blackout? Fortunatamente no, solo un guasto a qualche cabina elettrica…bisogna aspettare che lo riparino. 

Accendo qualche candela qua e là per la casa…gironzolo un po’…mi stendo sul divano… In fondo non è così male…nel silenzio la luce dorata delle candele disegna sui muri ombre tremolanti…manca solo un bastoncino d’incenso e poi l’atmosfera new-age sarebbe perfetta.  

Per un po’ mi diverto a proiettare ombre cinesi sul muro. 

Potrei farmi un caffè. Click click click…già, l’accensione automatica del fornello, senza corrente non funziona. 

Comincio ad annoiarmi. Continuare a leggere…o fare le parole crociate? A lume di candela?

Potrei farmi una lunga doccia profumata e rilassante alla luce della grossa candela azzurra con le conchiglie che ho acceso in bagno!Come non detto, niente acqua…l’autoclave, senza corrente non funziona. 

Sono le undici. Telefono all’Enel per sapere se ci vorrà ancora molto. Con il cellulare, perché naturalmente…il cordless, senza corrente ecc.ecc. 

Mi arrendo…porto tutte le candele in camera e vado a letto, anche se non ho sonno ancora…in fondo sono solo le….ah già, inutile consultare la radiosveglia, senza corrente…